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Rivoluzione sanitaria: il futuro della salute tra innovation management e tecnologia

Blog, PHM

In un’era segnata da notevoli sfide e rapidi sviluppi tecnologici, il settore sanitario sta attraversando una fase di trasformazione senza precedenti.

Questo articolo esplora l’importanza cruciale del Population Health Management (PHM) e delle tecnologie innovative come l’intelligenza artificiale e la telemedicina nel plasmare il futuro della sanità.

Insieme ad Andrea Buccoliero, Vision & Innovation Manager del Dipartimento Ricerca e sviluppo di Gpi, esaminiamo come questi elementi stiano guidando il settore verso un futuro più efficiente, sostenibile e centrato sul paziente. 

D: In un periodo caratterizzato da un’accelerazione e da un aumento dell’attenzione sul sistema sanitario, come possono il Population Health Management e le tecnologie innovative come l’intelligenza artificiale e la telemedicina aiutare a superare le sfide emergenti?

AB: Quello sanitario è un complesso sistema che coinvolge una serie di equilibri delicati tra diversi fattori che influenzano sia la domanda che l’offerta di salute. Da un lato, diversi elementi stanno spingendo verso l’alto la richiesta di cura e assistenza, tra cui l’invecchiamento della popolazione e l’aumento dell’incidenza delle malattie croniche. Dall’altro lato, l’offerta di servizi sanitari è sottoposta a notevole pressione a causa di risorse sempre più difficili da reperire. Questa tensione tra domanda e offerta può portare a un disequilibrio nel sistema sanitario.

L’impatto del Population Health Management nell’era digitale 

In questo contesto, l’adozione del Population Health Management emerge come una soluzione potenzialmente efficace. Secondo un report del 2016 di Gartner, l’approccio PHM può contribuire a migliorare la salute, ridurre i costi e migliorare l’esperienza dei pazienti, promuovendo, allo stesso tempo, una sanità universale e di alta qualità.

Sfide e soluzioni per un sistema sanitario in evoluzione 

Tuttavia, ci sono alcune sfide significative da affrontare per rendere questa visione una realtà. Alcune di queste sfide includono la necessità di ridurre i tempi di attesa per le cure mediche e garantire un accesso più agevole ai servizi sanitari. Inoltre, è importante investire in tecnologie sanitarie avanzate, come l’intelligenza artificiale e la telemedicina, per migliorare l’efficienza e la qualità dell’assistenza medica territoriale.

Virtual Care: un approccio olistico per la cura del paziente 

La gestione della salute di una popolazione in relazione al territorio che essa abita assume pertanto una grande importanza strategica. La promozione dell’adozione di strumenti di Virtual Care, registri elettronici dei pazienti, sistemi di monitoraggio a distanza e altre tecnologie sanitarie è fondamentale per migliorare la gestione della salute e favorire una comunicazione più efficace tra i professionisti della salute, i pazienti e i loro familiari.

D: Un ecosistema complesso ruota attorno al mondo della Sanità. In che modo è possibile facilitare, grazie alle tecnologie digitali, la relazione tra tutti gli interlocutori: pazienti, medici, presidi, enti? 

AB: Le tecnologie digitali svolgono un ruolo fondamentale nel settore sanitario, rivoluzionando la comunicazione e la collaborazione tra pazienti, medici, strutture sanitarie ed enti regolatori. Queste tecnologie offrono strumenti e soluzioni innovative che contribuiscono a migliorare la qualità delle cure mediche e a rendere il sistema sanitario più efficiente e orientato al paziente.

 

I 7 principi della Clinical Collaboration per una sanità centrata sul paziente 

Il paradigma della Clinical Collaboration mira proprio a realizzare un approccio olistico centrato sul paziente e basato su equipe multidisciplinari. I suoi principi sono 7:

  1. il Miglioramento della Qualità della Vita;
  2. la Riduzione delle Complicazioni e delle ospedalizzazioni non necessarie attraverso la gestione precoce di condizioni mediche;
  3. la Cura Centrata sul Paziente considerando aspetti fisici, psicologici, sociali ed emotivi;
  4. la Prevenzione come parte integrante dell’approccio alla cura;
  5. il Miglioramento della Mobilità che può includere programmi di riabilitazione fisica e terapie per migliorare la mobilità e l’autonomia;
  6. il Coinvolgimento Familiare;
  7. il Monitoraggio, il Follow-up e l’aggiornamento regolare dei piani di cura in base alle loro esigenze;

l’Empowerment inteso come esperienza complessa e sfaccettata che non può essere ridotta alla sola capacità dell’individuo di aderire alle prescrizioni mediche.

La tecnologia come catalizzatore del cambiamento nel settore sanitario 
È necessario, pertanto, mettere a disposizione efficaci e flessibili strumenti di collaborazione trasversali che non solo agevolino le diverse forme di comunicazione e coordinamento tra le varie figure professionali coinvolte, ma consentano anche di configurare percorsi di cura per favorire l’engagement del paziente e l’erogazione di servizi con finalità di empowerment.  

D: Quali sono le strategie di GPI in questo scenario complicato di trasformazione?  

AB: L’esperienza e la visione di un contesto così complesso come quello della sanità ci ha da tempo indirizzati verso lo sviluppo di soluzioni che mirano a supportare un cambio di paradigma che spinga verso una medicina di iniziativa, proattiva e personalizzata. In tale ottica, il design e lo sviluppo della nostra offerta sono presidiati da alcuni importanti pilastri.

Verso una medicina proattiva: i pilastri per la trasformazione digitale della sanità

  1. Oltre la tecnica: il Virtual Care offre certamente opportunità rilevanti nei processi di cura, ma la tecnologia deve andare oltre le mere caratteristiche funzionali per favorire un’adozione di massa. Bisogna lavorare anche su processi di automazione, semplificazione ed engagement, e tenere sempre ben presente la User Experience.
  2. Configurabilità: non esistono prodotti software in sanità in grado di riassumere compiutamente la complessità delle organizzazioni e questo vale a maggior ragione in ambito di Virtual Care, argomento di cui si parla da tanto ma che non ha mai avuto caratteristiche sistemiche. Per queste ragioni pensiamo a soluzioni con doti di plasticità spiccate: interpretare l’organizzazione non imporre schemi funzionali rigidi.
  3. Sviluppo rapido e manutenibilità: oltre le mode del momento, un sistema monolitico perde a confronto con uno a microservizi soprattutto per la capacità di evolvere rapidamente e di assicurare un mantenimento nel tempo, salvaguardando gli investimenti e richiedendo sforzi e costi sempre minori. L’adozione di tecniche di sviluppo (soprattutto front end) low e no code costruisce invece un meccanismo virtuoso, a somma positiva, vantaggioso per il produttore, per il cliente e per gli utenti. 
  4. Domini di conoscenza: se abbiamo in carico un paziente con scompenso cardiaco è fondamentale condividere un linguaggio che rappresenti lo specifico dominio applicativo, il relativo piano di cura oltre che a prevedere una serie di step sequenziati e condizionali di follow up. È necessario riassumere le terapie farmacologiche o anche riabilitative, i pattern comportamentali, i dispositivi di monitoraggio, i trigger di revisione e di decisione. Un paziente con artrite reumatoide invece, avrà necessità differenti. Per queste ragioni è importante adottare un Terminology Server basato su domini ontologici in grado di rispondere efficacemente alle esigenze di specificità conservando una base semantica condivisa.

A partire da questi pilastri, rafforziamo la nostra offerta per continuare ad essere un Partner affidabile nel percorso verso la trasformazione sostenibile dei sistemi sanitari.