Valutazione OMS 2024: Italia tra salute, ambiente e innovazione
Opportunità e strategie digitali per rafforzare il sistema.
Opportunità e strategie digitali per rafforzare il sistema.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha pubblicato l’aggiornamento 2024 delle schede di valutazione: 25 indicatori per mettere a confronto i sistemi sanitari su scala globale e analizzare come ogni Paese sta affrontando le principali minacce alla salute legate all’ambiente.
Secondo l’OMS, circa il 25% del carico di malattie a livello mondiale è legato a fattori ambientali prevenibili. Il monitoraggio dello stato delle politiche sanitarie ambientali evidenzia differenze marcate: le nazioni con le migliori performance in assoluto sono Norvegia e Canada, seguite da Finlandia, Spagna e Germania.
In generale, l’Europa ottiene i punteggi medi più alti, a testimonianza di politiche ambientali e sanitarie più robuste, seguita dalle Americhe e dall’area del Pacifico occidentale.
Un elemento centrale di questa valutazione sono le 8 aree chiave considerate minacce prioritarie per la salute globale in ottica ambientale.
Come ha sottolineato efficacemente la direttrice del Dipartimento Ambiente, Cambiamenti Climatici e Salute dell’OMS: “non si possono avere persone sane su un pianeta malato”. Quindi la valutazione OMS incoraggia i governi ad adottare una visione integrata nelle politiche di salute pubblica ambientale, perché solo intervenendo su tutti questi fronti è possibile ridurre significativamente le malattie prevenibili e proteggere sia la salute delle popolazioni sia il pianeta.
Con un punteggio complessivo di 69 su 100 (sopra la media mondiale a 51), l’Italia è al 18° posto tra i paesi europei. Il profilo delineato dall’OMS mette in luce alcuni ambiti critici che richiedono maggiore attenzione.
I recenti investimenti previsti dal PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) sulla transizione ecologica e sulla sanità territoriale vanno proprio in questa direzione: cogliere l’occasione per integrare salute e sostenibilità, affinché i progressi economici e tecnologici si traducano in benessere reale e duraturo per i cittadini.
Cosa fanno di diverso i Paesi che guidano la classifica OMS? Dall’analisi emerge che le nazioni con punteggi più alti – come Norvegia, Canada, Finlandia, Spagna, Germania – condividono alcune strategie vincenti.
In primo luogo adottano politiche integrate: la tutela dell’ambiente è un pilastro trasversale, considerato parte integrante delle politiche sanitarie, energetiche, industriali e urbane.
Gran parte ha raggiunto la copertura universale per i servizi essenziali: acqua sicura e servizi igienici moderni per tutta la popolazione, grazie a infrastrutture avanzate e controlli costanti.
Allo stesso tempo, hanno implementato piani di adattamento ai cambiamenti climatici e programmi di mitigazione (riduzione delle emissioni di gas serra) in linea con gli accordi internazionali, comprendendo che proteggere il clima oggi significa prevenire crisi sanitarie domani.
Un altro aspetto comune è l’attenzione alla conservazione della natura, riconoscendo l’importanza della biodiversità per la salute dell’ecosistema e dell’uomo (aria più pulita, suolo fertile, minore rischio di zoonosi).
Anche sul fronte delle sostanze pericolose, i Paesi leader applicano rigorose normative per limitare l’esposizione della popolazione a chemical e radiazioni: dall’uso controllato di pesticidi in agricoltura, ai programmi di bonifica dei siti contaminati, fino alle campagne di sensibilizzazione sui rischi del radon nelle abitazioni.
Va sottolineato inoltre come queste nazioni eccellano nella raccolta dati e monitoraggio: dispongono di sistemi avanzati per sorvegliare costantemente gli indicatori ambientali (qualità dell’aria, acque, suoli) e gli effetti sulla salute pubblica. Questo consente di valutare l’efficacia delle politiche e intervenire in modo tempestivo dove si registrano criticità.
Si tratta in molti casi di paesi che hanno abbracciato pienamente l’approccio “One Health”, riconoscendo l’interdipendenza tra salute umana, salute animale e salute degli ecosistemi.
Ogni ambito è legato agli altri in un equilibrio delicato. Ad esempio, migliorare la qualità dell’aria urbana (riducendo traffico e emissioni industriali) significa anche diminuire le malattie respiratorie e alleggerire il carico sui sistemi sanitari; garantire acqua pulita e reti fognarie efficienti previene epidemie e tutela la dignità delle comunità; investire nella lotta al cambiamento climatico riduce l’incidenza di eventi estremi che mettono a dura prova ospedali e servizi di emergenza.
Un ruolo sempre più decisivo è giocato dall’innovazione tecnologica e digitale nel supportare sistemi sanitari più efficaci e sostenibili. L’esperienza insegna che per affrontare minacce complesse e interconnesse serve anche una sanità data-driven: raccogliere dati, analizzarli e trasformarli in decisioni tempestive.
In questo ambito GPI affianca le organizzazioni sanitarie fornendo strumenti all’avanguardia per il governo della salute. Un ecosistema completo di soluzioni software, tecnologie e servizi che coprono l’intero ciclo di vita del paziente e le esigenze operative delle strutture sanitarie, sia ospedaliere che territoriali.
Grazie a piattaforme integrate, le aziende sanitarie possono gestire in modo ottimale i processi clinici e amministrativi, migliorando l’efficienza e liberando risorse preziose da reinvestire in prevenzione e qualità delle cure.
Un aspetto cruciale è l’uso di AI e Data Analytics per supportare le politiche sanitarie.
GPI ha sviluppato soluzioni di Intelligenza Artificiale applicata alla sanità che aiutano a prevedere i fabbisogni di assistenza e a individuare precocemente i rischi per la salute pubblica.
Attraverso algoritmi predittivi, è possibile anticipare i picchi di accesso ai pronto soccorso correlati a fattori esterni come le condizioni meteo o i livelli di inquinamento atmosferico.
Questo significa che un’azienda sanitaria, disponendo di questi strumenti, può sapere in anticipo se un’ondata di calore o un episodio di smog aumenteranno i ricoveri per problemi respiratori, e quindi organizzarsi potenziando temporaneamente il personale e le risorse necessarie.
Questa capacità di previsione e pianificazione – resa possibile dall’analisi dei Big Data e dall’AI – è fondamentale per mitigare l’impatto delle minacce ambientali sulla salute, evitando sovraccarichi del sistema e fornendo cure tempestive a chi ne ha bisogno.
Oltre alla dimensione predittiva, la trasformazione digitale favorita dalle soluzioni GPI tocca molti altri ambiti:
La tecnologia diventa così un alleato strategico delle politiche sanitarie: consente di connettere dati, organizzazioni, professionisti e cittadini, di orientare le decisioni su basi scientifiche solide e rendere l’intero sistema più efficiente e proattivo.
GPI traduce l’innovazione in soluzioni concrete e scalabili, capaci di adattarsi a contesti sanitari diversi e supportare l’evoluzione digitale dei sistemi di cura. La sua esperienza su scala internazionale rafforza la capacità di anticipare i bisogni delle organizzazioni sanitarie e di accompagnarle lungo percorsi di trasformazione sostenibile, in linea con i più alti standard globali.
L’aggiornamento dell’OMS su salute e ambiente lancia un messaggio chiaro: la salute umana e quella del pianeta sono strettamente connesse.
L’Italia ha compiuto progressi, ma per colmare il divario con i Paesi al vertice è necessario proseguire con politiche sanitarie e ambientali in grado di sfruttare appieno le potenzialità dell’innovazione.
Investire oggi in aria pulita, acqua sicura, città sostenibili e tecnologie sanitarie intelligenti significa garantire domani una migliore qualità della vita e un sistema sanitario più resiliente.
In questo percorso – grazie a competenze solide, soluzioni tecnologiche integrate e una visione evolutiva della sanità – è possibile costruire un futuro in cui benessere, sviluppo e sostenibilità siano davvero inseparabili.
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