Entry/Exit System a Malta: interoperabilità e sicurezza frontiere Schengen

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Il Cliente e lo scenario

MPF e il controllo delle frontiere

Malta Police Force (MPF) è responsabile delle forze dell’ordine a Malta e conta circa 2.500 persone. Il Dipartimento ICT opera in un contesto fortemente integrato con infrastrutture e agenzie europee (eu-LISA, Interpol, Europol, Frontex) e con gli altri Stati membri Schengen, per garantire il controllo delle frontiere, la gestione dei flussi migratori e la cooperazione di polizia internazionale.

L’adeguamento ai requisiti tecnici del nuovo Entry/Exit System (EES) europeo rappresenta una sfida complessa di integrazione tra infrastrutture nazionali e database centrali comunitari. Per rispondere a questa esigenza, Malta Police Force (MPF) ha avviato un percorso di trasformazione digitale volto a garantire la massima interoperabilità e sicurezza dei dati in transito.

In questo scenario, GPI ha svolto un ruolo chiave in qualità di partner tecnologico, curando l’intero ciclo di sviluppo del middleware e l’adeguamento delle interfacce software per i controlli di frontiera. Operando in continuità con i sistemi Schengen preesistenti, il team ha gestito la complessità del passaggio tecnologico riducendo al minimo l’impatto operativo.

Il risultato è un ecosistema integrato, già attivo presso l’Aeroporto Internazionale di Malta a partire dal 12 ottobre 2025, che assicura la piena tracciabilità digitale degli ingressi e delle uscite, allineando il Paese ai più rigorosi protocolli del pacchetto Smart Borders dell’Unione Europea.

Le esigenze

Digitalizzazione, sicurezza e interoperabilità

L’Entry/Exit System (EES) risponde a necessità operative concrete: sicurezza, gestione dei flussi e modernizzazione del controllo alle frontiere dell’area Schengen.

Prima dell’EES, il controllo si basava su l’apposizione di timbri sui passaporti dei cittadini extra-UE. Un sistema analogico che presentava limiti rilevanti:

  • non consentiva di tracciare automaticamente i soggiorni e rendeva difficile individuare gli overstayers (chi permane oltre il periodo consentito di 90 giorni);
  • non offriva un quadro informativo centralizzato, perché ogni Stato registrava ingressi e uscite in modo autonomo;
  • aumentava il carico di lavoro degli operatori, tra controlli e consultazione di sistemi non integrati.

L’EES risolve tre necessità principali.

1) Digitalizzazione e automazione

Creazione di un registro elettronico unico per i cittadini non-UE che entrano o escono dallo spazio Schengen.

Il sistema traccia automaticamente:

  • dati anagrafici;
  • dati biometrici (impronte digitali e immagine facciale);
  • data e luogo di ingresso e uscita;
  • eventuali rifiuti di ingresso.

2) Sicurezza e controllo dei flussi

Disponibilità di verifiche in tempo reale per:

  • controllare se una persona ha superato il limite di soggiorno;
  • identificare in modo certo persone sospette, tramite dati biometrici condivisi tra Stati;
  • prevenire frodi di identità e uso di documenti falsi;
  • supportare le attività investigative su fenomeni transfrontalieri.

3) Interoperabilità europea

L’EES dialoga con l’ecosistema UE coordinato da eu-LISA (l’Agenzia europea per la gestione delle piattaforme digitali):

  • SIS – Schengen Information System per condivisione di informazioni, sicurezza e gestione delle frontiere;
  • VIS – Visa Information System per lo scambio di dati sui visti di breve durata;
  • EURODAC – banca dati biometrica per la gestione delle domande di asilo;
  • SIRENE – bureau operativo per lo scambio di informazioni supplementari legate agli alert.

GPI collabora da anni con Malta Police Force per l’evoluzione dei sistemi legati all’area Schengen. Un pilastro di questa partnership è la gestione del SIS II – il principale database europeo per la sicurezza – e dei suoi aggiornamenti.

Le sfide

Complessità tecnica e sincronizzazione europea

Il middleware ESB, su cui si innesta l’EES, è l’infrastruttura strategica che garantisce l’affidabilità, la sicurezza e la protezione dei dati, scambiati tra il sistema nazionale maltese e quello centrale europeo.

La complessità del progetto EES è derivata dalla necessità di coordinare simultaneamente 29 Stati membri Schengen, vincolati a tempistiche rigide di sviluppo, test e avviamento.

Tra le complessità affrontate:

  • garantire ambienti di test stabili e sincronizzati;
  • entrare in produzione con vincoli di simultaneità a livello europeo;
  • gestire modifiche funzionali rilasciate mensilmente dal sistema centrale.

Sfide che hanno richiesto tre anni di lavoro, in cui GPI ha garantito supporto costante e continuità operativa.

La soluzione

Architettura software e system integration

Nell’ambito del progetto EES, GPI ha curato lo sviluppo e l’integrazione delle soluzioni software per i diversi organismi istituzionali, coinvolti nella gestione dei flussi migratori.

Nello specifico, sono stati realizzati servizi web e applicazioni per:

  • controllo di frontiera: gestione registrazioni e verifica digitale di ingressi e uscite;
  • Contact Access Points: monitoraggio e verifica in tempo reale dei movimenti transfrontalieri per le autorità di Law Enforcement;
  • autorità di immigrazione: verifica dell’identità dei viaggiatori.

Il sistema, conforme al Regolamento (UE) 2017/2226 in tema di sicurezza, interoperabilità e protezione dati, è integrato con il Biometric Matching Service e con i database europei per consentire:

  • registrazione elettronica dei viaggiatori non UE;
  • verifica biometrica;
  • controlli più rapidi, precisi e coerenti con il quadro normativo.

Dopo il go-live del 12 ottobre 2025, il sistema EES è stato progressivamente attivato presso l’Aeroporto Internazionale di Malta; il completamento dell’integrazione è previsto entro aprile 2026, in allineamento con le roadmap degli altri Stati Membri.

I benefici

Ottimizzazione dei processi e tracciabilità

L’entrata in produzione dell’EES rappresenta un passaggio strategico verso frontiere digitali, sicure e integrate, in linea con la visione europea di smart borders. Per Malta questo significa:

  • gestire i crescenti flussi turistici e migratori che passano per l’Aeroporto Internazionale di Malta (MIA);
  • integrare i sistemi locali della MPF con le infrastrutture europee (SIS, SIRENE, VIS);
  • garantire che i dati biometrici siano in linea con GDPR e norme Schengen.

Nei primi dieci giorni dall’avvio operativo, il sistema ha già registrato con successo oltre 10.500 passaporti di cittadini di Paesi terzi.

Prospettive future

Evoluzione ETIAS e Portale ESP

Questo successo operativo ha consolidato la fiducia di MPF verso GPI per l’implementazione dell’ETIAS (European Travel Information and Authorisation System), progetto strategico assegnato nel 2023. Questo sistema sarà il componente chiave per la gestione dei viaggiatori extra-UE esenti da visto, sviluppato con un focus sulla piena interoperabilità dei sistemi di border control.

Parallelamente, GPI sta affiancando la Polizia maltese in una serie di iniziative europee dedicate alla centralizzazione dei dati. Tra queste spicca la realizzazione dell’ESP (European Search Portal): la futura porta di accesso unificata a tutti i sistemi UE. L’ESP aggregherà dati biografici e biometrici per contrastare le frodi di identità (identity fraud), innalzando ulteriormente i livelli di sicurezza all’interno dello spazio europeo.

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